SHARING ECONOMY: TOGETHER IS BETTER

A NAPOLI VIENE PRESENTATA MYG21 WORLD WIDE: LA PRIMA SOCIAL SHOPPERS COMMUNITY MONDIALE

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myG21 promuove a Napoli un Convegno per esplorare le nuove frontiere della sharing economye per presentare la prima Social Shopping Community Mondiale

my21Napoli, 15 marzo 2013 – Il Teatro Auditorium Mediterraneo della Mostrad’Oltremare di Napoli ospiterà il 15 marzo il piu’ importante evento dedicatoal tema della sharing economy mai organizzato in Italia presentando unavera e propria rivoluzione per il settore.

myG21, società facente parte di Ventuno Group – realtà imprenditorialeitaliana guidata da Fabio Regolo e Daniele Vigano’ e attiva in molteplicimercati – promuoverà il Convegno “Sharing Economy, Together is better” e lancerà la prima SocialShoppers Community Mondiale myG21.

“Il progetto myG21 è ispirato a quelli che sono i concetti fondanti dell’economia futura: il risparmio, lacondivisione e la fiducia” – esordisce Luigi Maisto, VicePresidente di Ventuno Group e Presidente dellasub-holding myG21. “Questi elementi, uniti all’efficienza delle nuove tecnologie e alla loro capacità diconnettere le persone, ci hanno condotto verso una nuova visione moderna del consumatore, qualeutente attento non solo al risparmio ma anche a un uso consapevole delle risorse e che vede nellacondivisione una soluzione per migliorare le condizioni di acquisto e la qualità della propria vita”.

myG21 nasce proprio da questa nuova visione dell’economia, che riconosce alle persone il potere diinfluenzare le aziende con le proprie opinioni e le proprie preferenze, un’economia consapevole, fonte diuna nuova forma di consumo partecipato. Un vero e proprio cambio di scenario che si sta giàaffermando e porta con se’ inediti modelli di consumo, oltre a favorire il passaggio da un sistema basatosul concetto di proprietà a un mercato aperto e in grado di offrire agli utenti un accesso non mediato aiprodotti e ai servizi.

A contribuire a questo cambiamento è certamente anche la precarietà che caratterizza l’economiaattuale ma che sta rendendo allo stesso tempo i consumatori più consapevoli delle proprie decisioni diacquisto, indirizzandoli verso scelte più pratiche, più virtuose e in generale meno consumistiche”.

hhPrendendo spunto da queste considerazioni esperti del mondosocial e digital ed esponenti istituzionali e di importantiassociazioni di settore si confronteranno sull’economia dellacondivisione, tracciandone gli attuali confini e disegnandone ifuturi scenari. Sotto la guida di Piero Muscari, Giornalista efondatore del progetto Eccellenzeitaliane.tv, che modererà ilconvegno, Andrea Toma del Censis, Edoardo Colombo della Task Force Agenda Digitale, Michele Ficara, Presidente Assodigitale, Michelangelo Tagliaferri, Fondatore di Accademia Comunicazione e Pier Domenico Garrone,esperto di web reputation esploreranno le frontiere della sharing economy.

Al termine della Tavola Rotonda, Luigi Maisto, Presidente di myG21 e Salvatore Loffredo, VicePresidente di myG21 condurranno i partecipanti nel cuore del nuovo progetto myG21 Word Wide, con illancio della prima Social Shoppers Community Mondiale, una piattaforma di aggregazione tra utenti checrea una sola grande community a livello internazionale e permette ai suoi iscritti di trarre vantaggio dallacondivisione delle offerte di prodotti e di servizi non solo risparmiando, ma potendo ricevere gratis glistessi prodotti e servizi liberamente “condivisi” con la propria rete all’interno della community. In questomodo lo user ha la possibilità di avanzare di status nell’ambito della community e di accumulare GCoinsogni giorno, che vengono converti in denaro cash da incassare e da utilizzare come e quando preferisce,senza vincolo né scadenza.

Per maggiori informazioni visita www.myg21.it

 

Sapere e distinguere il professionista dall’affarista

@tg2rai la #lobby approfondimento di Gabriele #Flamma per sapere e distinguere il professionista dall’affarista

comunicatore-italiano@tg2

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Italia 2014: Anno verità per SKY La7 RAI Mediaset Carta Stampata !

Il 2012 e’ stato l’anno primo della web reputation, non perché prima non esisteva ma la si viveva passivamente mentre oggi gli studi e le ricerche, anche prodotte da Il Comunicatore Italiano,stanno rendendo tale spesa un investimento per le Imprese, le Istituzioni perché non è solo più un prodotto di diagnostica ma soprattutto una terapia per partecipare il rapporto con i Clienti, con il Mercato, con i Media e per produrre un senso corretto da far percepire non solo più in Italia.

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Primi protagonisti ed interpreti di questo comportamento sociale,sottaciuto se non banalizzato da tecnocrati e manager analogici e politici vetusti, sono sicuramente i Media.

Nei Media si sta vivendo la strana malattia dell’attesa di futuro, con la preoccupazione di scrivere in questo futuro la propria presenza, come i Gruppi editoriali Mondadori, RCS, L’Espresso dimostrano con le loro incertezze nutrite da superati diritti acquisiti da parte dei giornalisti, concessionarie annebbiate dai centri media ed incapaci di produrre nuove offerte digitali, da modelli di business che sanno di “piega sbagliata dei pantaloni”.

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In questo scenario il team di ricerca e analisi de Il Comunicatore Italiano ha prodotto, nell’interesse del Mercato, uno strumento nuovo, credibile, efficace per dare un riferimento aderente alla sensibilità del comportamento sociale.

Indice di Attenzione in Rete , questo il nome di uno strumento pratico fondato su una metodica innovativa,oggettiva che mette a nudo il reale rapporto tra un Media ed il Pubblico.

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Per realizzarlo abbiamo testato e confrontato le piattaforme tecnologiche di estrazione del dato, la capacità di analisi semantica, la retroattività della diagnostica, la capacità di interagire con tutte le fonti web esistenti geolocalizzate in Italia, la forza di assicurare la registrazione di ogni aggiornamento del dato ricercato.

Per renderlo affidabile abbiamo studiato i livelli di stress della ricerca, identificato e definito le soglie di interrogazione, codificato la metodica sino alla semantica , qualificato il 100%
delle fonti esistenti.

Il risultato rispetto all’oneroso spaccio di slide, rassegne web e’ paragonabile come il confronto tra un prodotto professionale ed “una copia priva del core” ovvero di tutto ciò che la rende utile per una decisione importante che riguarda la credibilità e il successo di una azienda, di una persona, di una istituzione. !
Ecco un esempio pratico che mettiamo a disposizione del Pubblico, autorizzati dal nostro Committente, perché il confronto con ciò che “c ircola” sulla analisi dei media sia palese immediatamente.

L’esempio riguarda i telegiornali italiani che vivono il difetto di rappresentare un prodotto non esportato, vivacizzato solo di recente da una rincorsa ad essere in Rete a volte dimentichi nel modello proposto che essere in rete , bene o male, significa eternizzare la produzione di senso.

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Questa diagnostica offre al management del media elementi concreti sul rapporto prodotto/ritorno dell’investimento, dati per la formulazione di una nuova offerta commerciale, indicazioni sulla definizione e riordino delle competenze da assumere e da dismettere, comportamenti editoriali da assumere verso il Pubblico, le attività per nuovi prodotti editoriali.

Parimenti l’Indice di Attenzione in Rete e’ declinabile per la carta stampata compresa la mai misurata free press, la Radio ivi compresa la ” radio visione “.
Sicuramente uno strumento concreto per affrontare la crisi che in queste settimane si e’ palesata nei modelli di business di ADN Kronos, Panorama, Espresso, Emittenti
Regionali e che si legge anche nei bilanci di RAI che dovrà riscrivere il contratto di servizio non più potendo omettere i temi dell’economia digitale a partire dalla web
reputation.

A breve ci sarà la “nuova razzia” dei budget della Pubblicità che verranno ridistribuiti a favore delle OTT(Google, Facebook , Amazon , Twitter ) prossime a lanciare i servizi “tv”.

Le metodiche utilizzate sono quelle consegnate dal presidente de Il Comunicatore Italiano , prof.Michelangelo Tagliaferri, al presidente dell’AGCOM a giugno 2013.